mercoledì 26 novembre 2014

Tutti gli uomini di Bergoglio (e quelli che se ne vanno via), così cambia la Curia vaticana

La riforma della Curia vaticana va avanti, è entrata anzi in una fase decisiva proprio in questi giorni. Da qui a febbraio succederanno infatti diverse cose, fra le quali anche la messa a punto di una nuova versione della Pastor Bonus, cioè la Costituzione apostolica emanata da Giovanni Paolo II che organizza la vita della Curia romana. Ma andiamo con ordine. Lunedì scorso il papa ha riunito tutti i capi dicastero del Vaticano, nell'occasione monsignor Marcello Semeraro, Segretario del C9 (il consiglio dei 9 cardinali che coadiuvano il pontefice nel governo della Chiesa e hanno il compito di riformare la Curia) ha presentato le proposte fin qui messe a punto dal gruppo.


 Il C9 svolge ormai le funzioni di un vero 'governo' del papa con poteri di fatto superiori a quelli dei dicasteri curiali. Tanto più che del Consiglio fa parte ora stabilmente il Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin; insieme a lui c'è il prefetto della Segretaria per l'economia – il neonato potente dicastero finanziario - guidato dal cardinale australiano George Pell; ancora troviamo nel gruppo il porporato tedesco Reinhard Marx che guida a sua volta il il consiglio per l'economia (composto da laici esperti di finanza e cardinali), organismo che fa parte della Segreteria di Pell. Cno loro è il cardinale dell'Honduras Oscar Rodriguez Maradiaga che coordina il C9 ed è uno dei più stretti collaboratori del papa oltre a ricoprire l'incarico strategico di presidente di Caritas internationalis. Di recente, anche il presidente del Governatorato – lo Stato vaticano – il cardinale Giuseppe Bertello (che fa parte sempre del C9) ha guadagnato posizioni in modo discreto: è infatti diventato anche membro dell'Apsa (Amministrazione patrimonio sede apostolica), l'altro dicastero economico insieme allo Ior, destinato però a diventare la banca centrale del Vaticano.

Se questi sono i più stretti collaboratori del papa che si stanno affermando come il nuovo gruppo di comando della Curia, i cambiamenti non saranno indolori.

A rischio non sono tanto le nove congregazioni vaticane (come per esempio quella per la dottrina della fede) quanto piuttosto i pontifici consigli e altri organismi. Su questo fronte si marcia verso tre grandi superdicasteri. Uno per le questioni sociali - che raggrupperebbe 'Giustizia e pace' 'Migranti', 'Cor unum' (gestisce le opere di carità del papa) e il 'pontificio consiglio della salute'. Sarebbero quindi in partenza il cardinale ghanese Peter Turkson, l'italiano Antonio Maria Vegliò, mentre il cardinale Robert Sarah della Guinea, è stato spostato lunedì scorso da Cor Unum alla guida della Congregazione per il culto divino; un dicastero rimasto scoperto dopo che il papa aveva spedito il cardinale spagnolo Antonio Canizares alla guida della diocesi di Valencia. Dalla 'Salute' andrebbe infine via monsignor Zygmunt Zimowski, polacco.

Il secondo superdicastero comprenderebbe i pontifici consigli di 'laici' e 'famiglia', attualmente guidati dal cardinale polacco Stanislaw Rylko e da monsignor Vincenzo Paglia. Nel frattempo una commissione affidata all'inglese Chris Patten, ex presidente della Bbc e politico conservatore di lungo corso, sta studiando la riforma dei media vaticani, ovvero la razionalizzazione - anche economica - della radio, dell'Osservatore romano, del Centro televisivo vaticano, della casa editrice, e del relativo dicastero sui mezzi di comunicazione sociale. Possibile, infine, anche l'accorpamento del pontificio consiglio per la cultura - guidato dal cardinale Ravasi – con quello dell'educazione cattolica, il cui presidente è il cardinale polacco Zenon Grocholewski, che ha superato i 75 anni di età, ovvero l'età pensionabile secondo la legge della Chiesa. Il processo insomma è avviato, a dicembre e a febbraio si riunirà di nuovo il Consiglio dei 9 per definire i termini esatti della riforma e avviare il cambiamento.


Articolo pubblicato sul Secolo XIX
Francesco Peloso

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