mercoledì 23 dicembre 2015

Il duello fra il papa e la Curia, le domande senza risposta sul caso del card. Bertone

(Articolo scritto per L'Unità) - Le stanze vuote dell'appartamento pontificio situato nella terza loggia del palazzo apostolico, sono forse il simbolo più evidente di un cambio d'epoca già in atto ma ancora non percepito fino in fondo al di fuori delle mura vaticane. Da quanto Francesco ha deciso di abitare nella residenza di Santa Marta, posta all'interno della città leonina ma di norma usata per ospiti in visita nei sacri palazzi, qualcosa nel rapporto inossidabile e regolato da norme non scritte fra il papa e la Curia, s è rotto. I cerimoniali sono saltati sostituiti da più normali abitudini, pranzi in comune, visite a sorprese; da una vita quasi normale insomma, per quanto normale possa essere la vita di un papa super impegnato.

I 79 anni del papa e la Chiesa di Roma fra rivoluzione e ritorno alle origini

(Articolo scritto per l'Unità) - Papa Francesco compie 79 anni, riceve auguri da tutto il mondo, appare in buona salute nonostante solo un paio di mesi fa, una notizia bufala lo volesse vittima di un tumore al cervello, benigno però. Il Giubileo è appena iniziato in un clima claustrofobico da attentato imminente, anche se poi a piazza San Pietro si respira l'aria delle feste, del Natale, con un di più di curiosità per la porta santa aperta l'otto dicembre scorso.


Vatileaks, altro che Chaouqui: la chiave di tutto è monsignor Balda, "Il broker di Dio"

(Questa è la mia contro inchiesta sul caso Vatileaks pubblicata da Linkiesta). Non è una storia di gossip quella del secondo Vatileaks, esattamente come non lo era il primo. E se le cronache di queste settimane hanno dato spazio soprattutto alle continue esternazioni di Francesca immacolata Chaouqui o a brani di intercettazioni meglio se soffusi di pruriginose luci rosse, l'altro imputato nel processo istruito in Vaticano - monsignor Lucio Angel Vallejo Balda – è finito un po' nell'ombra. Tanto da sembrare, alla fine, un personaggio da feuilleton rimasto vittima di eventi più grandi di lui: ambizioso, anche bravo nel suo campo, ma un po' sprovveduto. Le cose stanno davvero così? Se ci si avvicina di più ad alcuni protagonisti di questa storia, emerge un quadro più articolato in cui s'incontrano poteri finanziari, politici, ecclesiali e non solo italiani. Una fitta rete di rapporti che colloca i 'corvi' e alcune personalità a loro vicine, in uno scenario assai più ampio di quanto fin ad ora non sia emerso.


mercoledì 9 dicembre 2015

Il Giubileo inizia a Roma e prosegue nel mondo, sconfitta la psicosi terrorismo

(Articolo scritto per L'Unità). E' iniziato ieri il Giubileo dei profughi, dei carcerati, dei miseri, degli ammalati e della misericordia di Dio, strumento di perdono e di accoglienza per tutta l'umanità. Il Papa ha vinto ieri la sua sfida contro la paura, gli allarmi, i timori di terrorismo e guerra in forza dei quali si voleva cancellare o ridurre al minimo un anno santo straordinario il cui scopo invece è quello di parlare di fratellanza, convivenza, conversione.

lunedì 7 dicembre 2015

Il senso di papa Francesco per il Giubileo, la moltiplicazione delle porte sante

(Articolo scritto per L'Unità)  - 10, 100, 1000 porte sante: papa Francesco ha dilatato l'anno santo al mondo intero; non ci saranno infatti solo le classiche quattro porte sante delle basiliche maggiori della capitale (San Pietro, San Giovanni in Laterano, San Paolo, Santa Maria Maggiore), attraverso le quali potranno passare i pellegrini e i fedeli in cerca di perdono e riconciliazione, ma ogni diocesi sparsa in ogni nazione e continente, potrà decidere di aprire una porta santa in una chiesa locale. E ancora il singolo vescovo potrà fare lo stesso per quei santuari mete di pellegrinaggio e centro di spiritualità in cui si manifesta la fede popolare. 

il papa apre la porta santa a Bangui, in Centrafrica

Altro che Giubileo, papa Francesco vuole 'giubilare' Roma (e la Curia vaticana)

(Articolo scritto per Linkiesta) - Dalla porta santa di Bangui, la capitale Centrafricana dove il papa ha aperto simbolicamente il Giubileo della misericordia, al Vaticano dei corvi, delle carte rubate, dei processi e del rischio attentati, alla porta santa di San Pietro che sarà aperta martedì prossimo. È in questo triplo scenario che si è mosso papa Francesco nelle ultime settimane. 

venerdì 4 dicembre 2015

Il Giubileo e la sua storia: l'anno del perdono e della liberazione degli schiavi

Il Giubileo della Misericordia indetto da papa Francesco è solo l'ultimo di una lunga serie di 'anni santi' indetti dai pontefici a partire dal 1300, in realtà, però, l'origine della celebrazione è ancora più antica e risale alla tradizione ebraica. La legge di Mosé infatti prescriveva: “Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel Paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. Non farete né semina, né mietitura di quanto i campi produrranno da sé, né farete la vendemmia delle vigne non potate. Poiché è il giubileo, esso vi sarà sacro; potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi. In quest'anno del giubileo, ciascuno tornerà in possesso del suo”. 


martedì 1 dicembre 2015

La Terra vicino al suicidio climatico, Bergoglio lancia l'ultimo allarme

(Articolo scritto per l'Unità) - “Siamo al limite di un suicidio per dire una parola forte e io sono sicuro che quasi la totalità di quelli che sono a Parigi hanno questa coscienza e vogliono fare qualcosa”. Si è espresso in termini inequivocabili papa Francesco, sul volo di ritorno dalla Repubblica Centrafricana, a proposito della conferenza mondiale sul clima (Cop 21) appena iniziata nella capitale francese. Del resto la sensibilità del pontefice sulle tematiche della salvaguardia del Creato è nota, per altro la Santa Sede con una sua delegazione guidata dal Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, partecipa ai negoziati in corso a Parigi per porre un limite agli effetti del riscaldamento globale. E sulla situazione di povertà drammatica che ha potuto toccare con mano in Africa, Bergoglio ha osservato che siamo di fronte a un bivio: “se l'umanità non cambia continueranno le miserie, le tragedie, le guerre, i bambini che muoiono di fame, l'ingiustizia”. “Questo non è comunismo – ha detto - è verità. E la verità non è facile vederla”.


La sua Africa: Papa Francesco leader globale del sud del mondo

(Articolo scritto per L'Unità) - Con il viaggio in Africa, preceduto e accompagnato da timori per la sua stessa incolumità, il papa si appresta a chiudere un 2015 in cui ha affermato in modo decisivo la propria leadership fa i popoli e i Paesi del sud del mondo. Una definizione, questa, forse ormai non più sufficiente a tenere insieme realtà geografiche, politiche e sociali tanto diverse; eppure è possibile riscontrare un tratto comune che le caratterizza: ovvero la volontà, il bisogno di 'emergere', di far pesare la propria voce nel consesso internazionale nonostante gli evidenti rapporti di forza sfavorevoli.