venerdì 29 gennaio 2016

la Chiesa post-berlusconiana alla prova delle unioni civili e di papa Francesco

(Articolo scritto per Internazionale) - Senza più referenti granitici e interessanti in Parlamento - le maggioranze di centrodestra della tramontata stagione berlusconiana - l'episcopato e una parte del mondo cattolico si trovano oggi ad affrontare il nodo unioni civili in mare aperto, senza reti di protezione. Se insomma è vero che il provvedimento in discussione al Senato non ha un consenso parlamentare certo, per lo meno in relazione ad alcuni nodi del contendere, sul versante opposto, quello del Family day per intendersi, si fanno i conti con un mutato scenario politico, ecclesiale e culturale. 


Al Family day hanno un bel problema alla loro destra (estrema, e non solo italiana)

(Articolo scritto per L'Unità web) - A poche ore dalla kermesse del Circo Messimo, gli organizzatori del Family day si sono trovati fra le mani una bella gatta da pelare: gruppi e associazioni di estrema destra, da Casa Pound a Forza Nuova, hanno infatti aderito convinti al raduno indetto per sabato prossimo a Roma. Non è del resto la prima volta che accade, già in occasione di precedenti edizioni della manifestazione fra i partecipanti si contavano anche i militanti della destra radicale. Ma questa è solo una parte del problema, quella che fa più scalpore. Infatti secondo quanto ha reso noto uno dei gruppi integralisti che prederanno parte all'evento del 30 gennaio, l'associazione “Pro Vita”, presieduta da Toni Brandi, al Family day ha dato la propria adesione anche Alexey Komov, rappresentante della Commissione sulla famiglia del Patriarcato ortodosso di Mosca nonché rappresentante in Russia del World Congress of families, potente lobby con base negli Stati Uniti, di ispirazione integralista impegnata sui temi della famiglia e soprattutto nell'ostacolare il matrimonio omosessuale e il riconoscimento dei diritti dei gay nel mondo.


domenica 24 gennaio 2016

Chiesa italiana: cercasi nuovi leader disperatamente

(Articolo scritto per L'Unità) - Una cosa è certa: papa Francesco sta costringendo, per amore o per forza, la Chiesa e il cattolicesimo italiani a rimettersi in discussione. D'altro canto il capovolgimento delle priorità è stato quasi brutale – più migranti, rifugiati, periferie, meno ossessione su omosessualità e temi bioetici - tanto da lasciare attonite e stordite le gerarchie ecclesiali e quelle laicali; alcune di queste poi, si pensi all'Azione Cattolica, sono uscite solo di recente da una lunga stagione di allineamento forzato ai vertici della Cei dovuto soprattutto all'azione del cardinale Camillo Ruini e successivamente ai suoi epigoni minori. Ma andiamo con ordine.

Francesco andrà a Ciudad Juarez, la Lampedusa d'America (e dei femminicidi)

(Quest'articolo è stato pubblicato su Vaticaninsider) - Il papa a febbraio in Messico farà tappa anche a Ciudad Juarez. La cittadina che confina con gli Stati Uniti e con la località di El Paso, luogo simbolo della migrazione fra nord e sud del continente; la cittadina è divenuta tristemente famosa anche per il fenomeno dei femminicidi. L'impegno della Chiesa in favore dei diritti migranti.

Messico, i dossier su narcos e desaparecidos nelle mani del papa

(Quest'articolo è apparso su Vaticaninsider) Cartelli della droga, desaparecidos, traffico d'armi, diritti umani, migrazioni. Sono questi alcuni dei temi oggetto dell'attenzione della Santa Sede in vista del prossimo viaggio di Francesco in Messico. Le parole dei vescovi Ramon Castro e Raul Vera, il ricordo del cardinale Posasas Ocampo. La denuncia del narcotraffico compiuta dal papa all'Onu.


lunedì 4 gennaio 2016

Papa Francesco e il 2015: l'anno eccezionale dell'enciclica e di Romero beato

(Articolo scritto per l'Unità) - Si chiude il 2015, anno super e non privo di ostacoli anche per papa Francesco. Eppure in questi giorni di fine anno, segnati da eventi climatici preoccupanti che non è più possibile occultare o minimizzare, il grande appello per la salvaguardia del Creato lanciato da Bergoglio all'umanità, a tutte le fedi, a credenti e non credenti, nel nome di San Francesco, resta momento chiave e decisivo di un magistero destinato a incidere nella storia. Laudato sì, l'enciclica “verde”, più che profetica terribilmente attuale, è stata infatti in grado di mobilitare Ban Ki Moon, Barack Obama e Naomi Klein, economisti e filosofi come Edgar Morin il quale ha affermato a proposito del testo e del papa: “E' un papa impregnato da questa cultura andina che oppone al benessere esclusivamente materialista il 'buen vivir' che è fioritura personale e comunitaria autentica. Il messaggio del pontefice è un appello al cambiamento, a una nuova civilizzazione, e su questo sono molto sensibile”.

venerdì 1 gennaio 2016

Da un papa all'altro la crisi del potere curiale e il 'sistema' degli scandali

(Articolo scritto per Confronti) - La segretezza del Vaticano non esiste più, o quasi. Certo quando si conducono importanti trattative diplomatiche come nel caso dei negoziati fra Cuba e Stati Uniti in cui la Santa Sede ha svolto un ruolo centrale, la riservatezza regge ancora. Lo stesso però non può dirsi quando sul tappeto ci sono le beghe e i problemi – i famosi scandali – che attraversano ormai come un male endemico la curia romana. I panni sporchi si lavano in pubblico, meglio se a mezzo stampa e anzi, meglio ancora, se la stessa rivelazione di vizi e affari privati diventa un messaggio ad amici e avversari, uno scoop, un colpo di scena. Prelati e amici di prelati e amici degli amici, si muovono ormai da diversi anni in questo terreno incerto, in questa terra di mezzo mediatica, a cavallo delle due sponde del Tevere, fra libertà di stampa e scandalismo a buon mercato, fra 'rivelazione' e colpo basso ad uso interno.