martedì 6 giugno 2017

Cosa ha scritto il cardinal Pell sull'Ambrosiano e sui bilanci vaticani

Di seguito riporto una serie di stralci di quanto scritto dal cardinal George Pell, prefetto della Segreteria per l'economia della Santa Sede, nell'annuario della facoltà di diritto canonico, della Pontificia università urbaniana, lo “Ius Missionale” del 2015. Il testo è alla base del servizio che ho realizzato Lettera 43 dal titolo: Ior, ecco i veri risarcimenti per il crac del Banco Ambrosiano

Il crac, Calvi e Sindona
Dopo gli scandali del 1982 nella banca Vaticana (Ior) con l'arcivescovo Marcinkus e i banchieri laici Michele Sindona e Roberto Calvi (l'ultimo trovato impiccato sotto il ponte dei Blackfriars sul Tamigi) quando il Vaticano fu costretto a pagare 406 milioni di dollari Usa in risarcimenti, era tornata una relativa serenità, finché non vennero applicate all'interno del Vaticano le leggi internazionali contro il riciclaggio di denaro”.

Il peggio
Le autorità di controllo dello Ior non si mossero abbastanza velocemente, e alcune decine di milioni dello Ior furono congelate dalla Banca d'Italia e molte banche europee si rifiutarono di trattare con il Vaticano. Una grave situazione, dove il peggio fu evitato per un pelo e solo a novembre, dopo anni di dialogo e buon lavoro i 23 milioni sono stati svincolati”.

l'Aif
Il maggior apporto in questa normalizzazione fu l'istituzione dell'Aif (Agnezia d'informazione finanziaria) nel Vaticano, unìagenzia, come quelle in ogni nazione occidentale, con lo scopo di sradicare e prevenire il riciclaggio di denaro, il laico svizzero René Bruelhart è diventato il primo presidente laico di quest'organizzazione, il cui consiglio è costituito principalmente da esperti internazionali (laici). Tutto questo ha poi prodotto la base per futuri cambiamenti”.

Pre-conclave e Cosea
Negli incontri pre-conclave che precedettero l'elezione di papa Francesco ci fu un quasi unanime consenso tra i cardinali sulla necessità di riformare e regolarizzare i mondi bancari della Curia e del Vaticano. Quando papa Francesco si rese conto che il sistema finanziario vaticano si era evoluto in maniera tale da rendere impossibile sapere come andassero realmente le cose, istituì un organo internazionale composto da esperti laici per studiare la situazione e proporre un programma di riforme”. (La famosa Cosea, ndr). Secondo Pell, dal lavoro della Cosea discendono tre principi generali per le finanze vaticane: adozione standard internazionali; trasparenza bilanci e rendiconti finanziari; separazione dei poteri fra i vari organismi.

Il problema fondo pensioni
Il Vaticano non è in bancarotta – osservava il cardinal Pell nello stesso documento – però il Fondo pensioni necessità di investimenti sostanziali per poter affrontare i suoi obblighi tra 10 o forse 20 anni e stiamo affrontando e riscontrando un deficit annuale di circa 30 milioni”

Conti sezionali
Abbiamo inoltre scoperto che la situazione è assai migliore di quanto appariva, perché erano stati riposti in particolari conti sezionali, 1,3 miliardi e questi non apparivano sui bilanci”. 

Direzione giusta...(e una principessa tedesca)
Stiamo andando nella direzione giusta. Una principessa tedesca mi ha detto che molti vedono il Vaticano come una vecchia famiglia nobile in lento declino economico verso la bancarotta. Era previsto che fossero incompetenti, stravaganti e facili vittime dei ladri. Speriamo che questa opinione vada dissolvendosi”. 

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